venerdì 24 ottobre 2014

Articolo su "Vivere"

Ieri 23/10/2014 sulla pagina d'apertura di "Vivere", inserto del quotidiano La Sicilia, è stato pubblicato un bell'articolo sul mio lavoro scritto da Danila Giaquinta, che ringrazio per la bella chiacchierata.
Per chi non riuscisse a leggere cliccando sull'immagine qui di fianco, riporto il testo di seguito.


Da “fumettaro” a fumettista. Da divoratore a disegnatore di strisce e nuvole. È il destino di pochi eletti quello di trasformarsi da spettatori ad attori di un’arte. Giulio Macaione, 31 anni, autore di fumetti, a 19 ha preso il volo da Palermo per Bologna anche se il primo ngué l’ha emesso ai piedi dell’Etna. L’ha capito a 12 anni cosa voleva fare e dove. Da allora ha vinto un concorso organizzato dalla Kappa Edizioni con cui ha in seguito pubblicato due graphic novel; poi una delle sue ultime creature, Ofelia, ha lasciato i pixel per la cellulosa e adesso parla pure in francese: pubblicato lo scorso novembre in Italia dalla casa editrice Comma 22 e in Francia dal 26 settembre da Edition Physalis, ha partorito lo spin off I colori del vicino edito da Renbooks. Al momento Giulio è concentrato sul suo nuovo romanzo a fumetti Basilicò, ambientato a Palermo, e su un diario a puntate tutto personale che pubblica sul suo blog.«Disegno da sempre – racconta - e alle scuole medie ho capito che volevo andare a Bologna perché è il centro del fumetto in Italia, e tutti quelli che leggevo erano pubblicati da case editrici bolognesi. Farne un mestiere è complicato e, anche se per vivere faccio altro, è un lavoro per me, per le energie, l’impegno e il tempo che ci metto. In Italia si legge poco, e le cose belle rimangono nascoste, mentre in Francia è un’arte culturalmente radicata, in Giappone si leggono i fumetti come se fossero quotidiani, e in Belgio i grandi murales comunali vengono affidati a fumettisti».E chiacchierando delle sue opere viene fuori che la Sicilia s’intrufola nei personaggi con i colori, che la leggerezza è il timbro delle sue storie, e che al centro ci sono le relazioni umane e la vita di tutti i giorni. «Le mie opere sono commedie, ma c’è sempre quel senso di malinconia tipicamente siciliano. E siciliani sono pure i cieli e i mari, anche se la location è l’Emilia Romagna. Sono un sentimentale, e mi piace parlare delle persone». Come in “Ofelia”, storia di un’adolescente e del suo gatto camaleonte che va mimetizzandosi. «Lei è divisa tra due mondi, quello immaginario e quello reale, paralleli, che spesso entrano in contrasto e creano delle difficoltà. È uno stile contemporaneo che nasce dal fumetto giapponese, con una colorazione da cartone animato e un’inchiostrazione europea». Anche ne “I colori del vicino” e nel cooming soon “Basilicò”, con l’accento sulla “o” come pretende il dialetto palermitano, il fattore umano è centrale. «I protagonisti dello spin off sono il cugino di Ofelia e il suo fidanzato. Volevo raccontare la quotidianità di una coppia gay. La vita di un omosessuale è normale e mi piaceva proporla ai lettori come qualcosa di spontaneo e naturale, non per forza legato a provocazioni e scandali. A volte per combattere i pregiudizi serve concretezza. Di grandi battaglie ne abbiamo fatte tante, adesso bisogna mostrare alla gente che l’omosessualità esiste, trasmettendo l’ordinarietà della diversità. Ognuno vive la sessualità a modo proprio e non bisogna nascondersi dietro etichette. Quest’opera può essere letta da tutti, è l’incontro di due persone che si piacciono». In Basilicò la famiglia è ampia, sicula e inebriata dai profumi dei piatti che cucina mamma Maria. «È una cuoca fantastica e tutto ruota intorno alle sue ricette. Ho appena finito di scrivere questo romanzo corale, una saga familiare con un po’ di dialetto, flashback negli Anni 60, 70 e 80 e tanto basilico. Userò tecniche miste, alcune pagine saranno colorate col caffè, effetto seppia sulla carta. Non ci saranno tinte pop perché voglio rappresentare il sapore della nostalgia siciliana: la nostra è una terra calda e colorata, ma anche un po’ ferma e ancorata al passato».E se parliamo di tempi, il diario on line Giulio goes to Usa è alla seconda puntata. Da febbraio, come suggerisce il titolo, vivrà a Cincinnati nell’Ohio per un anno e mezzo, e si porterà dietro Zorba, il suo micio così chiamato in omaggio a Sepúlveda, non troppo convinto di fare le valigie. «Raggiungerò il mio compagno – conclude – e ho deciso di raccontare il trasferimento per esorcizzare la paura. Sono tanti gli episodi simpatici, alcuni legati ad aspetti pratici, come spostarsi con il gatto, che non parla mai ma si fa capire». E si sente mentre Giulio parla che, come nel blog, pretende “grattini”.

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